Approvate le linee indirizzo dei servizi sociali
La crisi economica fa sentire i suoi effetti in particolare nei confronti delle fasce sociali più deboli e così in Umbria scatta il Piano per un sistema di welfare universalistico ed inclusivo. La giunta regionale dell'Umbria su proposta della vicepresidente con delega al Welfare, Carla Casciari, ha approvato le "Linee di indirizzo per i servizi sociali" che, tra le novità, prevede l'accreditamento come strumento fondamentale di regolazione dei rapporti tra la pubblica amministrazione e i soggetti gestori dei servizi alla persona. "Tutto ciò trova una motivazione nel fatto che, se la Regione Umbria vuole mettere a sistema la ricchezza di rapporti di stretta collaborazione tra i diversi livelli amministrativi, le organizzazioni del terzo settore, le imprese del privato-sociale e gli altri attori del territorio, - ha detto la vicepresidente Casciari - deve provvedere a regolare in maniera diversa i rapporti con tali soggetti, cercando di innalzare il livello di efficacia ed efficienza del sistema dei servizi alla persona, generando una competizione centrata sull'aumento della qualità, piuttosto che sull'abbattimento dei costi per un welfare più dinamico e che sappia rispondere in termini di servizi alle nuove emergenze".
"Il quadro economico e sociale degli ultimi due anni è molto preoccupante e richiede un sistema di protezione sociale che garantisca livelli di assistenza sempre più elevati - ha riferito la vicepresidente - Ed anche se l'Umbria è tra le Regioni italiane che si è contraddistinta per un'elevata qualità sociale con un modello economico caratterizzato da una tradizionale e radicata collaborazione tra l'amministrazione regionale e gli enti locali con il Terzo settore ed in particolare con la cooperazione sociale, la situazione finanziaria caratterizzata da manovre che hanno, di fatto, portato alla quasi cancellazione dei Fondi Nazionali, non può non suscitare preoccupazione, che diventa ancora più grande di fronte alla consistenza economica degli altri trasferimenti regionali e comunali sottoposti anch'essi a pesanti tagli".
A confermarlo sono i numeri: "Le risorse nazionali per l'Umbria, per le aree del sociale - ha detto Casciari - registrano per il 2011 rispetto al 2010 già una diminuzione complessiva di quasi il 20per cento compensato da risorse regionali. Per il 2012 si ha un'ulteriore riduzione rispetto al 2011 del 95 per cento, che in termini assoluti significa un taglio di 13 milioni di euro".
"Complessivamente quindi,- continua - i fondi (di derivazione nazionale e regionali) destinati alla programmazione dei servizi e degli interventi dei Comuni e che sono la quasi totalità delle risorse subiranno nel 2012, rispetto al 2011, una contrazione complessiva di oltre il 93 per cento per un valore assoluto pari a 17.316 milioni di euro circa, dove l'incidenza della contrazione delle risorse nazionali pesa per il 69 per cento. Va detto comunque - ha precisato la vicepresidente - che per l'anno in corso non è stato ancora stato improntato il bilancio regionale che, comunque, non potrà compensare i tagli nazionali. Sull'argomento è prevista, a breve, una riunione di maggioranza".
Secondo la vicepresidente "il chiaro messaggio che emerge dalle scelte del Governo è una sostanziale mancanza di volontà di investire sulle politiche sociali, e questo avviene proprio mentre la crisi economica accentua le difficoltà delle famiglie stesse. A fronte di questa situazione si pone la necessità di un ripensamento complessivo degli interventi e delle azioni che occorre mettere in campo, a partire dalla necessità di razionalizzare e qualificare la spesa sociale".
"Se è vero che il sistema assistenziale è inadeguato - ha aggiunto - la sua riforma va portata avanti non con l'obiettivo di ridimensionarlo e fare cassa, ma per riconsiderare anche i nuovi bisogni sociali ed assistenziali, le esigenze di dignità e di opportunità di crescita delle persone e delle famiglie, per potenziare una sussidiarietà non ridotta a semplice privatizzazione o che abbia come obbiettivo la riduzione dei costi".
"E' necessaria quindi, una 'progettazione strategica' - ha detto la vicepresidente - che possa mettere in campo misure di verifica e controllo rispetto agli obiettivi da realizzare e all'uso efficace ed efficiente delle risorse. C'è necessità di una programmazione condivisa con i territori che indichino le attività prioritarie e la destinazione delle risorse, così come non si può prescindere dalla valutazione critica dei programmi stessi, delle attività e dei risultati, che debbono fornire le informazioni per l'azione futura. Vanno messe a punto una serie di azioni che porteranno ad un aggiornamento e ad una rilettura degli obiettivi e delle priorità formulate nel secondo Piano Sociale Regionale che dovrà tenere conto del nuovo quadro di risorse di cui il comparto sociale può disporre".
Saranno quindi 4 gli assi lungo i quali si muoverà la politica regionale: il rafforzamento della struttura regionale e della rete dei servizi territoriali, la programmazione territoriale e la gestione associata, le politiche e gli interventi prioritari per le persone e le famiglie, la regolazione del sistema. Indispensabile anche l'attivazione del Sistema Informativo Sociale (SISO) per rilevare i bisogni dei cittadini e, tramite la raccolta dei dati e la loro successiva elaborazione e condivisione, si permetterà a livello territoriale di programmare gli interventi in base ai bisogni dei cittadini, verificando che i servizi erogati siano adeguati alle richieste degli utenti.
Relativamente alla programmazione e alla qualificazione della spesa Casciari evidenzia che "con il Piano Sociale regionale si è messo in campo in Umbria uno strumento che consente alle 12 Zone sociali di avere un unico comune denominatore attraverso i rispettivi Piani di Zona. A livello territoriale il 'PdZ' è l'occasione per le comunità di analizzare, valutare e programmare alla luce dei bisogni dei cittadini, coniugando così la programmazione regionale con quella locale".
Le politiche per le persone e le famiglie affrontano come prioritarie alcune linee di intervento per le quali si provvederà ad emanare successivi atti di indirizzo relativi ad azioni per le persone disabili e anziani non autosufficienti, per l'infanzia e le giovani generazioni e misure e servizi a sostegno delle famiglie a forte disagio economico e sociale o a rischio di impoverimento.
Particolarmente delicata è la regolazione del sistema dei servizi e degli interventi sociali sia dal punto di vista della domanda che dell'offerta: "Si punta - ha detto Casciari - alla realizzazione di un modello che assegni al pubblico un ruolo fondamentale di responsabilità in cui l'ente locale operi come coordinatore, regolatore dei servizi esternalizzati ma che chiede al terzo settore la qualità del servizio, la ricerca di efficienza, la capacità di mantenere vive quelle reti tra gli utenti capaci di generare quel capitale sociale e relazionale che ha caratterizzato il tessuto sociale umbro".
In proposito la vicepresidente ha precisato: "L'appalto concorso, che rappresenta lo strumento principale nell'affidamento dei servizi, appare non sempre adeguato a coprire servizi legati all'assistenza alla persona. Per tale ragione, il Piano Sociale introduce altri strumenti di affidamento dei servizi, salvaguardando i principi di trasparenza, concorrenza e uguaglianza nelle possibilità di accesso dei fornitori privati all'affidamento dei servizi, possibilità di scelta o di compartecipazione alla scelta da parte degli utenti e delle loro famiglie, dando spazio agli strumenti della concessione, nella particolare forma dell'accreditamento e della co-progettazione".
In particolare il processo di accreditamento, ponendo al centro gli interessi dei cittadini e della pubblica amministrazione, permette di conseguire il duplice obiettivo del perseguimento della qualità e del contenimento dei costi innalzando anche il livello di efficacia ed efficienza del sistema dei servizi alla persona e definendo adeguati parametri standard e sistemi tariffari.
Concludendo la vicepresidente ha riferito che "le fasi del processo, che dovrebbero portare alla definizione e alla realizzazione del sistema e che dovranno svilupparsi, attraverso il lavoro di una cabina di regia, nell'arco di un semestre sono la definizione di un primo elenco di servizi per i quali si dovrà avviare il percorso di accreditamento e implementazione del percorso giuridico amministrativo, gli standard statici e dinamici dei servizi stessi,la fase transitoria che consenta di garantire la continuità dei contratti in essere,la fase a regime che dovrà tener conto dei vincoli normativi nazionali in termini di servizi pubblici locali".
Ultimo aggiornamento: 03/01/2012 ore 11.52










